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giovedě 12 giugno 2008 |
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Il secondo respiro di una piccola storia di Carlo Nofri Come eravamo Quando, nel settembre del 1989, nacque la rivista Culturiana, per l’insegnamento dell’italiano come lingua straniera si stava concludendo un decennio di grande espansione sia in patria che all’estero. Erano gli anni nei quali si parlava di “boom dell’italiano”, un fenomeno che aveva colto di sorpresa anche qualche addetto ai lavori. Il fenomeno sorprendeva soprattutto perché l’Italia, a differenza di altre nazioni europee, non si era mai impegnata nel dopo-guerra in una energica politica di diffusione linguistica. L’impegno governativo si era sempre tenuto nei limiti di una politica che concepiva gli interventi in questo settore prevalentemente attraverso iniziative scolastiche, come supporto alle nostre comunità emigrate all’estero, un’opera di sostegno a distanza affinché non andasse perduto un legame culturale con la madre patria. Si agiva , in altri termini, nel solco di quella tradizione inaugurata alla fine dell’Ottocento dalla Società Dante Alighieri affiancando l’azione svolta dalla sua rete internazionale di Comitati, presidi animati spesso da coraggiosi “volontari” dell’idioma e della tradizione culturale nazionale. Una sola Università era dedicata agli studenti stranieri, quella di Perugia, e l’insegnamento dell’italiano L2 era quasi del tutto assente negli atenei italiani, con l’eccezione di Siena, dove uno specifico istituto universitario era in transizione verso l’autonomia accademica. |
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