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giovedì 12 giugno 2008 |
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Il secondo respiro di una piccola storia di Carlo Nofri Come eravamo Quando, nel settembre del 1989, nacque la rivista Culturiana, per l’insegnamento dell’italiano come lingua straniera si stava concludendo un decennio di grande espansione sia in patria che all’estero. Erano gli anni nei quali si parlava di “boom dell’italiano”, un fenomeno che aveva colto di sorpresa anche qualche addetto ai lavori. Il fenomeno sorprendeva soprattutto perché l’Italia, a differenza di altre nazioni europee, non si era mai impegnata nel dopo-guerra in una energica politica di diffusione linguistica. |
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mercoledì 08 giugno 2011 |
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Un fotoromanzo per imparare l’italiano Di Carolina Drago Si scarica qui (http://plasq.com ) è un ottimo strumento di intrattenimento e bricolage fotografico . Una docente lo ha utilizzato come sussidio didattico nelle classi di italiano per stranieri. E’ Catia Mugnani, autrice tra l’altro del libro uscito per le edizioni Guerra “Didattica progettuale per l’Italiano L2” (Edizioni Guerra. Pag. 88. Euro 16) oltre che appunto di una relazione sull’utilizzo di Comic Life applicato all’L2 intitolata “Le foto parlanti”, reperibile sul sito dell’Università di Bari nella sezione Studi di Glottodidattica. |
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L’italiano che ci ha unito |
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giovedì 07 aprile 2011 |
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Di Carolina Drago Nel moto d’orgoglio che le celebrazioni per anniversario dell’Unità d’Italia ha suscitato, c’è anche un rinnovato amore per la lingua italiana. Il nostro idioma unisce come l’inno di Mameli, la nazionale di calcio, la Cappella Sistina e gli spaghetti e suona all’orecchio straniero come una dolce melodia. E’ la lingua di Dante Alighieri, quella del melodramma, delle belle arti, della moda e della gastronomia. Per le celebrazioni dei 150 dell’unità è la lingua di una nazione unita. A dispetto di dominazioni straniere e dialetti, la nostra lingua si è resa credibile oltre che come illustre idioma letterario e commerciale, come veicolo quotidiano di comunicazione. C’è voluto tempo. Ci sono volute le battaglie di intellettuali, letterati e storici, la scuola dell’obbligo, il servizio militare e poi la radio e la televisione che negli anni Sessanta ha insegnato a parlare ai 26 milioni di italiano che all’epoca parlavano solo dialetto. |
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martedì 11 gennaio 2011 |
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Technologie per l'educazione linguistica
Di Ivan Lombardi
C’erano una volta le tecnologie glottodidattiche. Registratore, videoregistratore e laboratorio linguistico sono parte di quel passato prossimo al quale la scuola –o meglio, chi di scuola ne discetta, dacché le aule italiane ne sono tuttora fornite e i docenti ne fanno ancora, e giustamente, uso – ha ben presto sostituito il culto delle tecnologie glottodidattiche avanzate (TGA): il computer monomodale e il computer multimediale, termini che, a undici anni di distanza da chi ne ha abbozzato una definizione (Balboni, 1999), tendono forse a far sorridere il lettore, o il miraggio dell’e-learning salutato inizialmente come panacea (glotto)didattica, hanno per anni monopolizzato la bibliografia scientifica di settore.
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